Grotta

Questo ambiente venne creato per volontà di Vincenzo Gonzaga a partire dal 1595 e terminato poi all’epoca del figlio (il duca Ferdinando) tra il 1612 e il 1626. La creazione di una grotta che ospita giochi d’acqua e fontane risponde a una moda diffusa al tempo, specie in ambito mediceo, e alla volontà di proporre una rivisitazione del tema del ninfeo classico. La grotta oggi rappresenta, molto parzialmente, il vivo effetto che doveva essere creato dal rumore dell’acqua e dalla commistione di presenze vegetali, come felci, muschi, capelvenere, a elementi architettonici.

Dalla parete di fronte alla loggia, attraversato il giardino segreto, si accede alla grotta passando per un portale di rocce naturali e scendendo tre gradini, a simboleggiare la discesa in un ricetto scavato nelle profondità della terra.

La decorazione interna è varia sia nelle forme che nei materiali; dominante è il tema delle concrezioni rocciose al quale si accostano con grande estro conchiglie, pietre colorate, stucchi, madreperla…

L’ambiente è composto di due aule: la prima che si incontra, la maggiore, ha un perimetro rettangolare con angoli smussati e nicchie semicircolari dove trovano posto imprese gonzaghesche; la seconda termina in un abside dal catino di madreperla e marmi e presenta sulla volta tre episodi della storia di Alcina, tratta dal VI libro dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Le nicchie sottostanti sono dipinte con simboli dei quattro elementi (terra, fuoco, aria, acqua); la presenza di queste decorazioni e degli episodi ariosteschi alludono al tema alchemico della trasformazione della materia attraverso la magia.

Nella volta, tre episodi della storia della maga Alcina e di Astolfo, tratti dall'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.
In the vault, three episodes from the story of sorceress Alcina and Astolfo, from Orlando Furioso by Ludovico Ariosto.