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Pennacchio della volta
Particolare del cornicione

Restauri documentati

Settecento-Ottocento
Nel 1789-1790 l’Accademia di Belle Arti di Mantova evidenzia l’opportunità di intervenire sulla volta del Camerino delle Grottesche che – suggerisce il Direttore Bottani – si potrebbe «lavare leggermente, e non con la sabbia». Nell’occasione, viene prospettata la possibilità di «dipingere le pareti con festoni perpendicolari a finto stucco, ed attaccati alli Mascheroni», conservando gli «esistenti antichi panneggiamenti» giulieschi, dipinti sotto l’imposta della volta .


Nel 1790 l’ornatista Carlo Isacci presenta il preventivo per la realizzazione di decorazioni murali –tipo riquadrature – alle pareti.
Alcuni studiosi ipotizzano che le colonnette bianche e dorate dipinte alle pareti del camerino siano frutto di un intervento datato al 1813-1814, anni in cui si decorano gli zoccoli di alcuni ambienti dell’ala meridionale del palazzo.

Restauro del 2002

Ha interessato la decorazione in stucco e ad affresco ed è stato realizzato da Maria Chiara Ceriotti (Consorzio Arké) e Alberto Fontanini (Marchetti & Fontanini).

Problematiche conservative

Alcuni stucchi della volta presentavano rigonfiamenti delle armature interne in ferro con conseguenti cadute di parti del modellato. La cornice in stucco di raccordo tra pareti e volta era stata reintegrata in gesso e ritinteggiata in passato; i quattro pennacchi agli angoli erano totalmente coperti da ridipinture. Gli ornati dipinti sulle campiture gialle e le dorature originariamente applicate su queste ultime erano pressoché totalmente perduti.

Intervento

Affreschi: Le operazioni di pulitura e consolidamento hanno preceduto la rimozione delle stuccature di restauro effettuate in interventi passati, tra cui quella debordante sulla pittura originale nel sottarco della finestra. Sono state rimosse, inoltre, le ridipinture settecentesche a tempera (condotte con azzurrite artificiale) sui quattro pennacchi, che ricalcavano, modificandolo, l’originale disegno decorativo a ventaglio. Le lacune sono state stuccate e reintegrate pittoricamente ad acquerello (a velatura e a tratteggio).

Stucchi: Anche gli elementi di decorazione in stucco sono stati liberati da strati di sovrammissione (scialbi e ridipinture); le stuccature in gesso del cornicione sono state demolite meccanicamente. Si è proceduto al consolidamento di profondità e al trattamento di perni e chiodi in ferro a vista con convertitore di ruggine; infine, alla stuccatura e successiva intonazione cromatica delle lacune e all’integrazione pittorica a velatura con colori ad acquerello dei fondi degli stucchi.

Per approfondimenti:
  • P. ARTONI, G. MAROCCHI, I recuperati ambienti di Palazzo Te in Mantova. Tracce per una storia dei restauri, in “Storia e cultura del restauro in Lombardia. Esiti di un biennio di lavoro in archivi storici”, Associazione Giovanni Secco Suardo, Lurano, Il Prato editore, 2009, pp. 141-187.

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