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Cupido estrae la freccia dalla faretra
Venere che addita Psiche a Cupido

Materiali e tecniche esecutive

Volta: La struttura è realizzata con una intralicciatura orizzontale lignea composita, collocata appena sotto le catene delle capriate del tetto, alla quale si collegano delle orditure secondarie realizzate con stuoie di canniccio intonacate e dipinte a olio. In origine era una struttura leggera mentre vecchi restauri hanno decoeso il sistema autoportante.

Pareti: Sono dipinte ad affresco con alcune zone a secco e si osservano diverse tecniche di disegno preparatorio (spolvero, battitura dei fili, incisioni dirette, incisioni indirette mediante cartone).

Restauri documentati

Settecento
Nel 1781 Giovanni Bottani, professore dell’Accademia, si occupa dei restauri della volta. Nel 1782 l’architetto Paolo Pozzo progetta di rinforzare la volta. Nel 1789 lo stesso Bottani, aiutato da alcuni allievi, si occupa dei restauri delle pitture e degli ornati.

Novecento
Nel 1906 i restauratori Luigi Cavenaghi e Francesco Steffanoni tentano uno strappo, non riuscito, nel semiottagono Cupido in atto di incoccare la freccia e nel 1909 il restauratore fiorentino Fabrizio Lucarini tenta un ulteriore strappo di altri riquadri, senza esito positivo.
Tra il 1912 e il 1918 Dante Berzuini, custode prima e pittore-restauratore poi, è incaricato della saldatura del colore della volta; nel 1918 restaura l’affresco con Il bagno di Marte e Venere danneggiato dallo scoppio di una polveriera.
Nel 1929 avviene il restauro statico del soffitto mediante perni.
All’inizio degli anni Quaranta Arturo Raffaldini restaura gli affreschi e il soffitto (consolidamento dell’intonaco e rimozione dei restauri pittorici precedenti).

Restauri del 1984/1989

Preceduti dai primi approcci del biennio 1982/83 e dalle indagini scientifiche, sono stati condotti dall’Istituto Centrale del Restauro.

Problematiche conservative

Volta: Si osservavano segni di antichi dissesti della struttura; con deformazione dell’incannucciata e perdite dell’intonaco, della doratura a foglia e della pellicola pittorica ed erano presenti delle ridipinture e una patina bruna che alterava i valori cromatici.

Pareti: Erano evidenti distacchi dell’intonaco, danni da umidità, nella zona inferiore della parete Nord spanciamento dell’intonaco, in passato colmato con gesso da presa; efflorescenze saline e patine biancastre (in passato era stato steso un protettivo superficiale); sollevamenti della pellicola in scaglie, in particolare delle finiture a secco; limitate ridipinture sulla lunetta Psiche che si impadronisce di un fiocco di lana d’oro e sulla tovaglia della scena del Banchetto.

Intervento

Volta: È stata effettuata l’iniezione dall’estradosso, attraverso l’incannucciata, di un adesivo; l’incannucciata è stata fissata alla struttura di sostegno con elementi metallici; la pellicola pittorica è stata consolidata, dopodiché si è proceduto alla pulitura.

Pareti: è stata fissata la pellicola pittorica e sono stati rimossi i depositi superficiali di polvere e materiali di restauri precedenti mediante spugnature con acqua e tensioattivo. Dopo il consolidamento sono state eliminate le stuccature in gesso e sono state colmate le lacune con malta di calce e sabbia. Lo spanciamento è stato trattato con la rimozione del gesso di riempimento e la riadesione dell’intonaco con malta di calce.

Per approfondimenti:
  • L’Istituto Centrale del Restauro per Palazzo Te, volume speciale del "Bollettino d’Arte", Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Roma 1994.
  • BELLUZZI A., Palazzo Te a Mantova, Panini, Modena 1998, cap. IX; pp. 446-456.

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